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Il Marciano disse che il nome
derivava da alcune antiche specole che si
vedevano.
Riguardo alle specole o specchie tutti gli
storici sono d'accordo nel ritenerle cumuli di pietre
che servivano come opere di difesa e come postazioni per
vedetta o addirittura come sepolcri di antichi eroi
morti in battaglia.
Aldo Simone esclude decisamente
quest'ultima ipotesi:
"V'è anche chi crede che le
nostre specchie siano state dei monumenti sepolcrali(di
uomini illustri) come era in uso presso qualche altro
popolo"; ma il prof. Cosimo De Giorgi, per sincerarsene,
ne fece rimuovere due: quella detta di Santa Teresa e
l'altra di Alpignano, presso Zollino, e non trovò
niente... Le nostre specchie furono erette, secondo gli
storici, durante l'età neolitica e nelle primissime età
del bronzo...".
R. Marti ed altri storici dicono che
"Preti" deriva da "Petrae", ma ciò risulta errato se si
considera che tutti i documenti fino al '700 riportano
il nome completo di "Specla Presbiterorum".
E'
evidente dunque che si tratta di preti e non di
pietre.
Non si sa a cosa attribuire
quest'appellativo, non certamente al fatto che a
Specchia ci fossero molti preti, perché tale
caratteristica è comune a molti paesi. Mons. G. Ruotolo
pensa che un tempo questo paese fosse appartenuto in
prevalenza a sacerdoti regolari e secolari e porta a
conferma l'esempio del Calone dei Preti, che un tempo
era un casale appartenuto al Clero metropolitano di
Brindisi.