STORIA
Da Napoleone all'Unità d'Italia
 
 
      Nel 1799 l'eco della rivoluzione francese e la discesa di Napoleone in Italia aprirono le porte alla speranza di un'era nuova: il Regno di Napoli fu rovesciato e fu proclamata la Republica Partenopea. 
Alle soglie dell'estate la Repubblica fu schiacciata sotto l'azione coordinata delle flotte inglese, russa e turca, mentre le orde dei sanfedisti, guidate dal Cardinale Ruffo, dalla Calabria salivano verso Napoli e la conquistavano.
I patrioti, protagonisti di questa breve e gloriosa stagione, al ritorno dei Borboni furono perseguitati, messi in prigione, impiccati; solo i più fortunati presero l'esilio.
Tutto si svolse rapidamente e con una ferocia inaudita.
Non passarono molti anni e Napoleone, all'apice della sua potenza, conquistò in modo più duraturo il Regno di Napoli, che affidò prima al fratello Giuseppe e poi al cognato, Gioacchino Murat.
Con l'estensione del codice napoleonico nel Meridione scomparvero le Università e furono istituiti i Comuni, a capo dei quali furono posti i sindaci, di nomina regia.
Il Comune di Specchia nel nuovo ordinamento amministrativo fu inserito nella Provincia di Terra d'Otranto, comprendente le attuali province di Lecce, Brindisi e Taranto.
Non bastò l'abolizione del feudalesimo perchè scomparissero anche i soprusi degli antichi padroni, tanto è vero che nel 1811 Gioacchino Murat fece ricorso ad un nuovo decreto per cercare di porre un pò di ordine.
Il tentativo di riforme nel Regno di Napoli fu stroncato con la caduta di Napoleone e con il Congresso di Vienna (1814-1815).
Il vento gelido della restaurazione soffiò impetuoso su tutta l'Europa e riportò i Borboni sul Regno di Napoli.
Tra le lacrime di gioia, preghiere di ringraziamento ed ideali distrutti tutto, o quasi, ritornò come prima, mentre nascevano le prime società segrete, come la Carboneria, che si diramò fin nel Salento.
Il tempo passava e Specchia viveva la sua storia quotidiana tra la miseria e l'indifferenza di molti e le segrete speranze di pochi, fino al giorno in cui "un ardito condottiero, con tutte le forze di che l'Europa rivoluzionaria dispone" strappò il Meridione a Francesco II e lo consegnò all'Italia di Vittorio Emanuele.
Il 21 ottobre 1860 "con votazione non segreta" nel Regno di Napoli, già conquistato da Garibaldi, si svolse il Plebiscito che sanziona definitivamente l'annessione al Regno d'Italia.