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Di questa chiesa ce ne parla
Cosimo De Giorgi che nel novembre 1884 visita
Specchia e si esprime con parole di fuoco sul
vandalismo e l'incuria delle generazioni del suo tempo:
" Qui esistevano un tempo alcune Cappelle di rito greco
dedicate a S.Demetrio, a S.Nicola, a S.Eufemia ed alla Madonna
del Parà. Oggi la prima e la quarta sono state demolite.
In peggiore stato e semi distrutta è l'altra di S.Eufemia
a cinquecento metri a levante del paese, della quale restano
pochi archi sostenuti da colonne e un frammento dell'abside,
il resto è crollato. Era di rito greco, a giudicarla da
una iscrizione che trovai nel 1879, dipinta sopra un pilastro:
ne restavano poche parole sull'intonaco screpolato. La
cappella era a tre navi divisa da sei colonne; gli archi
della nave di mezzo erano a tutto sesto, quelli delle due
laterali a sesto acuto. Fra qualche anno anche di questa
cappella non resterà pietra sopra pietra! e così il vandalismo
sarà compiuto!". Ciò che dispiace è che nemmeno alla
fine del secolo scorso era leggibile l'iscrizione che forse
sarebbe servita a squarciare, anche se in minima parte, il
velo che nasconde la lunga vita di questa chiesa. Tracce
dell'iscrizione in rosso erano ancora visibili al momento del
restauro, ma erano così consumate che non si riusciva nemmeno
a capire se fossero in greco o in latino, comunque un
frammento di cornice trovata prima del restauro riportava
inciso un "VI" a caratteri romani. Cio che si può dire con
sicurezza è che le notizie storiche a tal proposito sono
spesso imprecise e contraddittorie, anche se si tratta di un
rarissimo esempio di chiesa sub divo in Puglia, la cui
costruzione si colloca tra l'arte bizantina e quella
preromanica.
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