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I
lavori di restauro sono durati alcuni anni e sono
terminati nel 1981. La chiesa di S.Eufemia è posta al fol.
16 part. 106 dell'agro di Specchia e fa parte del beneficio
parrocchiale sotto il titolo di San Nicola. L'asse è
disposto nella direzione Est-Ovest secondo l'uso bizantino che
disponeva l'abside della chiesa verso l'oriente perchè dal
quel punto nasce il sole, simbolo della divinità di
Cristo; La collocazione precisa era quella da cui sorge il
sole, nel giorno in cui si celebra la festa del Santo al quale
la chiesa era dedicata. La pianta è rettangolare ed
all'esterno misura metri 15,30 per 8,55; l'abside acquista una
forma poligonale, è costituita da blocchi regolari di pietra
locale. Tale forma absidale ci riporta a moduli stilistici
tipicamente bizantini; sulla stessa abside si apre una grande
bifora che illumina l'interno. Pietre isodome e megalitiche
si trovano sul perimetro esterno e soprattutto sui punti di
forza, come agli angoli dell'edificio. Il lato esposto a
tramontana non ha porte, ma solo quattro finestrelle
quadrangolari che lasciano passare poca luce. Il
lato di mezzogiorno, invece, ha una porta delimitata da
semplici pilastri ed architrave; in alto è interrotto da tre
finestrelle, una delle quali è chiusa da una lastra in pietra
leccese traforata a forma di croce greca. La facciata è
rivolta ad Ovest ed ha un doppio spiovente, nel centro è
interrotta da un portale sormontato da un arco a tutto sesto.
Uno degli elementi più graziosi ed eleganti dell'intero
edificio è costituito dalla grande bifora della facciata
divisa da un'esile colonnina con un capitello
tronco-piramidale ingentilito da una croce lobata ed a bracci
uguali, secondo l'iconografia orientale. L'interno è a tre
navate racchiuse al centro da colonne monolitiche che reggono
archi a tutto sesto, i quali sui muri perimetrali sono
sorretti da rozzi pilastri, anch'essi monolitici. Ciò che
sorprende è l'esterna irregolarità delle campate sia in
rapporto all'asse della chiesa, sia nella distanza tra le
colonne, e come se non bastasse, cambia anche la circonferenza
delle colonne. Tutto ciò fa pensare che vi furono notevoli
rimaneggiamenti, se non addirittura che parti diverse
dell'attuale monumento siano riferibili a due momenti
distinti. Il fondo è ornato da una grande abside a catino
su cui si apre una bifora con archi a tutto sesto. Il Bema,
sopraelevato rispetto al piano del Naos, contiene l'altare
basilicale, che i restauratori hanno ricavato da una colonna e
da una lastra tombale prelevata dal sepolcro adiacente alla
chiesa. Il pavimento è in battuto di cemento e sabbia e
lascia affiorare monconi di colonne nelle posizioni originali.
Il tetto è in lamiera metallica e sostituisce l'antica
travatura in capriate di legno, sormontate da un fitto
"cannizzo" intonacato. Al di sopra dell'armatura metallica
c'è uno strato di tegole tradizionali di Lucugnano, così come
presumibilmente era in origine. Le tombe, collocate su un
lato dell'edificio e riportate in luce durante i lavori di
restauro, sono ricoperte di terra. Oggi rimangono alcune
lastre in pietra locale, mentre i reperti sono stati
trasferiti altrove. |