LA CHIESA DI S.EUFEMIA
Ipotesi per una Datazione
 
 
     Eufemia era nata nel III secolo a Calcedonia, colonia megarese fondata nel 647 a.C. e posta di fronte a Bisanzio, sulle coste dell'Asia Minore.
Durante la persecuzione di Diocleziano fu condannata alle fiere come cristiana e morì martire il 16 settembre del 307.
Da quel momento il culto della Santa si diffuse in tutto l'Oriente e soprattutto a Costantinopoli.
Nel 451 l'imperatore Marciano e la moglie Pulcheria convocarono il Consiglio di Calcedonia per combattere le eresie di Dioscuro, Eutiche e Nestorio.
In un clima di grande tensione i 630 Vescovi presenti condannarono tali eresie e come garante invocarono S.Eufemia che apparve al Patriarca di Costantinopoli nell'atto di porgergli la professione cattolica e tenendo sotto i piedi quella eretica.
In seguito Leone III l'Insaurico (717-740) iniziò un'accanita lotta contro le immagini sacre con decreto emanato nel 726 ed in tale circostanza le reliquie di S.Eufemia, conservate nella più antica delle quattro basiliche a Lei dedicate a Costantinopoli, furono trasferite in luogo più sicuro.
Nel 731 il Papa Gregorio III faceva proclamare dal Sinodo romano la legittimità del culto delle immagini sacre e, a seguito di ciò, l'imperatore ordinava il sequestro dei beni della chiesa nei territori bizantini d'Italia e ne sottoponeva le diocesi a Costantinopoli, come avvenne per Otranto.
Per le lacerazioni interne del mondo bizantino, un grande numero di preti, di monaci basiliani ed anche di semplici cristiani abbandonarono l'oriente e si rifugiarono sulle coste della Sicilia, Calabria e Puglia.
Da quel esodo ed in quegli anni sorge nel Salento tutta una serie di cripte e lauree basiliane.
Di tali cripte e lauree basiliane la Puglia ed il Salento conservano testimonianze importanti; qui si vuole ricordare solo che a Specchia c'è la Chiesa della Madonna del Passo, un tempo laura basiliana, posta a circa un chilometro dalla  chiesa di S.Eufemia.
S.Eufemia di Specchia è una chiesa sub divo e come tale non può essere stata costruita in questo periodo, ma in una fase successiva.
Il periodo delle catacombe terminò quando l'imperatrice Irene, per tentare una riconciliazione tra oriente ed occidente, indusse il Papa Adriano I a convocare un Concilio prima a Costantinopoli e poi a Nicea (787) dove venne riaffermata la dottrina ortodossa del culto delle immagini sacre, secondo la chiesa di Roma.
In tale circostanza ai Padri Conciliari "fu letta la relazione del suo martirio (S.Eufemia) scritta tre secoli prima da Amerio di Amosea ad argomento della venerazione delle immagini".
La stessa imperatrice Irene ordinò che le reliquie di Santa Eufemia fossero riportate a Costantinopoli (796) e da quel momento incominciò a diffondersi il culto della Santa anche nel Salento.
Come il suo culto sia giunto in occidente e perchè proprio a Specchia non c'è dato sapere.
E' verosimile pensare che la devozione per la Santa sia stata portata tra noi da qualche mercante o pellegrino, o crociato o sacerdote che dall'oriente si rifugiò nel Salento.
D'altra parte Specchia conserva altre testimonianze della grecità tra cui la chiesa di San Nicola ristrutturata nel 1857 per adattarla al rito latino, come testimonia la lapide della facciata.
 
     Cerchiamo ora di sapere qualcosa sul Casale di Grassano il cui nome è riportato dal Catasto Onciario di Terra d'Otranto nel 1755.
Fino a meno di venti anni fa l'assetto urbanistico del territorio era ancora ben conservato e a più riprese erano state trovate monete di epoche diverse ed alcune colonne; sui muri, sul terreno, ai bordi delle strade una grande quantità di cocci di vasi, mattoni, tegole...
Qualche esperto fa un esame sommario: prodotti fittili dal I secolo d.C. e non solo reperti locali, ma anche pregevoli ceramiche africane.
Tutto ciò sta a dimostrare che questo luogo fu molto importante nel contesto economico del Basso Salento.
Il Casale di Grassano perse la sua importanza ed in seguito fu abbandonato o distrutto.
Nel VI secolo Giustiniano inviò il generale Bellisario per liberare l'Italia, ed il Salento divenne cruento campo di battaglia: tra il 534 e 535 i Goti devastarono Ugento; nel 542 Totila occupò Gallipoli che i Bizantini liberarono nel 547; due anni più tardi gli stessi Goti ripresero Gallipoli ed occuparono Lecce.
Nel 553 un esercito di 75.000 Franchi ed Alemanni invasero l'Italia che dopo diciotto anni fu liberata da Narsete e posta sotto la dominazione bizantina sino all'avvento dei Normanni.
La grande paura è scomparsa e si vive un lungo periodo di relativa tranquillità turbata in seguito dalla lotta alle immagini sacre e forse Grassano si ripopola.
Nel 796, con il trasferimento delle reliquie di S.Eufemia a Costantinopoli per ordine dell'imperatrice Irene, i tempi sono maturi perchè anche nel Salento possano sorgere chiese sub dive, come S.Eufemia di Specchia che presenta delle analogie stilistiche con altre chiese del Salento.